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CONGRESSO 2010 - Relazione del Segretario Coalizione Civica Lavori in Corso PDF
CONGRESSO 2010 - Relazione del Segretario Coalizione Civica Lavori in Corso
RINGRAZIAMENTI

A me il compito di aprire questo nostro congresso che è il terzo in ordine di tempo ma il primo al quale abbiamo dato ampia pubblicità ed al quale abbiamo deciso di invitare anche amici esterni alla nostra coalizione civica, chiedendo loro di assistere ai nostri lavori per tutto il tempo che vorranno e desidereranno.
Proprio per questo credo che sia opportuno iniziare questa mia relazione introduttiva ringraziando gli ospiti che hanno accolto il nostro invito.
Proprio per questo credo che sia opportuno iniziare questa mia relazione introduttiva ringraziando gli ospiti che hanno accolto il nostro invito.

HO PENSATO DI DIVIDERE LA MIA RELAZIONE IN QUATTRO PARTI
per mezzo delle quali cercherò di illustrare ed introdurre quelle che personalmente considero essere le questioni principali sulle quali dovremo discutere e possibilmente prendere delle decisioni nel corso di questa nostra giornata che sarà per noi di intenso e, spero, proficuo lavoro.
Lascio poi agli interventi che seguiranno il compito di aggiungere, migliorare e completare, quanto sicuramente dimenticherò o tratterò soltanto superficialmente nel corso del mio intervento.


PRIMA PARTE: UN PO’ DI STORIA - COSA ABBIAMO FATTO DAL 2000 AD OGGI

Poichè questo è il nostro terzo congresso, dopo quelli del 2005 e del 2008, ed è questo il congresso del nostro decennale, credo che sia opportuno iniziare con un minimo di storia.
Quando nel luglio del 2000, in quattro intorno ad un tavolo, decidemmo di avviare questa nostra impresa, credo che soltanto io, fra quei quattro, ero convinto che saremmo arrivati dieci anni dopo a rappresentare direttamente il 25% dei canturini ed indirettamente il 48% dei nostri concittadini. Gli altri tre (che sono qui e che quindi potranno confermare) penso che mi considerassero con compassionevole bonarietà, un po’ come si considera normalmente un trentenne sognatore chi si cimenta in voli pindarici con una spiccata vena di fanciullesca utopia.
Io per la verità contavo di aprire il congresso del decennale con un doppio mandato da sindaco alle spalle, ma su questo effettivamente avevano ragione gli altri tre. Non ci ho azzeccato molto. Ma tolto questo, per il resto credo che possiamo essere più che soddisfatti di quanto abbiamo fin qui fatto.
Nel 2000, quando iniziammo questa nostra impresa, nessuno a parte noi (ma credo neppure tutti noi), avrebbe scommesso una lira sul fatto che saremmo andati sopra al 5% nelle comunali del 2002 e saremmo durati per più di un mese dopo le elezioni.
Ricordo che c’era da una parte (soprattutto a sinistra) chi riteneva che la nostra presenza avrebbe semplicemente fatto il gioco il gioco del centro sinistra, togliendo un po’ di voti a destra e consentendo così al candidato di sinistra di andare al ballottaggio.
Dalla parte opposta, invece, per lo più ci snobbavano. Ricordo quando ci presentammo per la prima volta pubblicamente ai canturini.

(segue racconto vicenda MANCATO RINNOVO CONVENZIONE PER MANUTENZIONE DEL VERDE. Assessore QUINTAVALLE).

Tutti, da una parte e dall’altra, sbagliarono clamorosamente le previsioni. Andammo ben oltre il 5%, superando il 18%, ridimensionando fortemente tanto la ds quanto la sin e posizionandoci nella geografia politica canturina come la vera credibile alternativa possibile al governo della destra a Cantù.
Sbagliarono anche nel prevedere che ci saremmo sciolti come neve al sole due giorni dopo le elezioni.
Ricordo in particolare la risposta lapidaria alla domanda di un giornalista (“Cosa ne pensa di Lavori in Corso?”) data da uno dei massimi teorici del centro destra canturino: Marino Maspero: “Lavori in Corso? Una meteora. Fra un mese si saranno tutti dimenticati di loro”.
E con ciò il buon Marino dimostrò, sempre che ve ne fosse bisogno, di essere realmente un vero genio della politica locale.
Nei cinque anni seguenti facemmo un lavoro davvero ciclopico all’interno della città. Quartiere per quartiere, strada per strada.
Il resto è cronaca: 24% (e rotti) al primo turno delle elezioni 2007; 48% al secondo turno, con la vittoria sfuggita per un soffio. Forse per errori nostri, o forse perchè qualcuno preferì
un Sala bis piuttosto che una nostra vittoria.

Oggi le cose sono profondamente cambiate.
Nostro compito oggi è di considerare, innanzitutto (come peraltro iniziammo a fare subito, all’indomani della sconfitta e come abbiamo continuato a fare nei due anni che ci stanno alle spalle), non tanto le cose fatte, quanto gli errori commessi (per evitare di commetterli nuovamente) e le cose che ancora dobbiamo fare.
Nostro compito è dunque di fare tesoro di questi 10 anni e guardare avanti con fiducia.
Posso dirlo questo, devo confessarvi, soltanto oggi. Devo qui ammettere che, nonostante tentassi di mostrare tranquillità e sicurezza (del resto questo era in quel momento il mio compito) la delusione fu davvero tanta e profonda.
Quasi tutti dissero che s’era trattato comunque di un successo. Chi avrebbe mai davvero realisticamente pensato di arrivare in così poco tempo a diventare la seconda forza politica canturina raccogliendo il voto di un canturino su quattro, annullando praticamente la Lega, ridimensionando fortemente tutti i partiti dell’arco costituzionale cittadino e sfiorando addirittura la vittoria al ballottaggio per un pugno di voti.
Tutte cose vere, ma il dato inconfutabile era e restava che, comunque, avevamo perso.

Soltanto oggi, dopo due anni in cui davvero ho personalmente faticato a non gettare la spugna, posso dire onestamente di essere uscito dal tunnel del pessimismo in cui la sconfitta mi aveva infilato e di guardare al futuro con ragionevole ottimismo.
E questa nuova ottimistica visione la debbo soprattutto alle molte persone che ci dicono continuamente: “non mollate; andate avanti; la prossima volta toccherà a voi, non c’è dubbio, e sapete perchè? perchè siete nel giusto”.


SECONDA PARTE: QUALCHE QUESTIONI DI MERITO

Ed eccoci allora alla seconda parte della mia relazione: se guardiamo al futuro dobbiamo innanzitutto pensare al merito delle questioni. Ai problemi aperti dentro la nostra città.
Lascio ad altri che seguiranno il compito di dettagliare meglio questo tema.
Mi limito qui ad accennare ad alcune questioni, che personalmente giudico di primaria importanza per la nostra città.

INNANZITUTTO la questione PGT. Vedremo quali sorprese ci riserverà la bozza che nelle prossime settimane la maggioranza ci presenterà, ma noi in questa sede dobbiamo cogliere l’occasione per dire a chiare lettere che questo nuovo PGT deve a nostro avviso servire per dire: “BASTA! BASTA! BASTA! ALLA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA ED AL MASSACRO INDISCRIMINATO DEL NOSTRO TERRITORIO CHE HANNO CARATTERIZZATO GLI ULTIMI 17 ANNI DI AMMINISTRAZIONE CITTADINA”.
Altro che difendere la terra dei nostri padri. 17 anni di governo leghista della città hanno significato per Cantù distruzione ed abbruttimento.
Dobbiamo perciò dire con chiarezza, più ancora di come abbiamo fatto nel passato, che noi vogliamo prima di tutto UNA CITTA’ PIU’ VERDE E PIU BELLA. Ed una città più verde la si ottiene in un solo modo: frenando il consumo selvaggio del territorio e promuovendo un’edilizia di qualità, cioè l’esatto contrario di quanto è stato fatto dal 93 ad oggi.
E nel contempo promuovendo con coraggio la realizzazione del Parco Regionale della Brughiera, come abbia fatto, inascoltati, nel consiglio comunale da noi convocato lo scorso anno e di cui altri che seguiranno negli interventi diranno più dettagliatamente.
Una città più verde significa per noi una città in cui le persone possono davvero vivere meglio. Una città più rispettosa delle esigenze qualitative delle persone. Una città a misura di bambini, che non a caso associano sempre, nei loro disegni onirici, la loro casa e la loro città col verde dei prati e degli alberi.

Ma dire basta alla cementificazione selvaggia, occorre qui dirlo con altrettanta chiarezza, non significa affatto dire basta all’attività edilizia. L’edilizia è un settore importante dell’economia di ogni territorio e come tale va preservata. Ebbene in una città tanto abbruttita e massacrata, il ruolo dell’edilizia resta centrale. C’è un’intera città da abbellire, da ristrutturare. Ci sono aree dismesse enormi da valorizzare. C’è insomma tanto lavoro da fare anche per le imprese edili. Ed un’edilizia sana, verde, di qualità, va considerata non un nemico da contrastare ma, al contrario, come una nostra buona alleata.

E vengo così alla questione economica: commercio ed artigianato. Due settori che, negli ultimi 15 anni, sono stati blanditi a parole ma massacrati nei fatti. Basti qui citare le scelte viabilistiche che hanno fortemente penalizzato le attività commerciali del centro città, ed il mancato avvio di un PIP a vantaggio dell’artigianato, oltre alla scelta di sperperare denaro pubblico in una miriade di iniziative presuntamente a favore dell’artigiano ma di fatto del tutto inutili. Dobbiamo qui dire con chiarezza che noi siamo per la difesa e la promozione del lavoro e dell’economia e siamo convinti che economia oggi deve fare e non può non fare rima con ecologia. Ambito, questo dell’ecologia, fra l’altro, di possibile e sicuro investimento e profitto per le imprese.

Una terza questione, ma a Cantù, forse, la prima per gravità: la questione viabilistica. Questa è sicuramente da anni la nota forse più dolente nella nostra città. Da trent’anni attendiamo la realizzazione della tangenziale sud e ancora non se ne vede l’ombra. Anzi addirittura si sbaglia completamente il tiro. Invece di concentrare le risorse sul tratto dal Giudici a via Milano, si investono risorse su un lotto del tutto inutile, da Via Giovanni XXIII a Corso Europa. Non era forse meglio, diciamo noi, continuare ad utilizzare il tratto dalla rotonda di via per Cucciago fino alla rotonda del Sigma e poi a seguire lungo Corso Europa, e destinare invece le risorse investite sulla nuova bretella nella realizzazione di un primo tratto del collegamento, quello si davvero prioritario, Giudici - via Milano?
Anche in questo caso un clamoroso errore nella scelta delle priorità che non produrrà alcuna utilità alla città e che invece porterà serissimi danni, economici e non solo, a molti proprietari di piccoli appezzamenti di terreno nel tratto interessato dal nuovo lotto.
Ed è da non credere che si continui ancora a dire che mancano i soldi per il tratto più importante e più costoso, quando poi scopriamo che ben 36 milioni di euro vengono spesi per una galleria a Pusiano, dalla dubbia utilità, che molti cittadini della stessa Pusiano neppure vogliono e che, nella migliore delle ipotesi, coinvolge un numero enormemente minore di persone.
E nel contempo un’altra spesa di milioni di euro viene invece preventivata per realizzare una nuova variante autostradale dalla dubbia utilità e che nessuno (a parte il nostro sindaco) sul territorio dei nostri comuni sembra volere. Scelta, fra l’altro, che in barba all’autonomia locale, viene calata completamente dall’alto senza neppure prendersi prima la briga di, quanto meno, interpellare le parti più direttamente interessate dall’opera, per le ricadute negative che inevitabilmente produrrà.

Quarta questione: inquinamento. Forse troppo spesso in molti dimenticano che questo è il problema più grave ed allarmante in questo momento per Cantù e per l’intero nostro territorio locale, da Como a Lentate. Anche in questo inizio del nuovo anno, nella nostra città (e nei paesi vicini i dati non cambiano) siamo costantemente, quando più, quando meno, ben al di sopra dei limiti di tolleranza previsti dalla normativa europea in materia di polveri sottili, a tutela della salute delle persone (ed in particolare dei bambini). E di fronte a tutto questo c’è, da parte della maggioranza, un’assenza ed un silenzio frastornante. Qui va a noi riconosciuto il merito di aver costretto la maggioranza, in un consiglio comunale da noi convocato lo scorso anno, ad assumere l’impegno di adottare entro un anno un serio Piano d’Azione contro l’inquinamento. Staremo a vedere cosa ci proporranno. E su questo non dovremo attendere ancora a lungo perchè il termine di un anno sta ormai per scadere.

Infine la quinta ed ultima questione che voglio qui sottolineare, assolutamente centrale nel nostro programma politico. La questione della partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica ed amministrativa locale e, insieme, di quello che nel nostro programma abbiamo chiamato “federalismo municipale”. Si aprono qui i temi fondamentali dell’importanza dei luoghi di partecipazione diretta popolare, della trasparenza e pubblicità delle scelte amministrative, delle assemblee di quartiere e della democrazia partecipativa, e con essa del buon governo e del buon uso delle risorse pubbliche. Un tema troppo vasto per poter essere trattato in poche battute e per il quale rimando pertanto al nostro programma elettorale depositato nel 2007.
Basti qui dire che la nostra visione è del tutto antitetica con le scelte di questa amministrazione che del PGT non fa sapere nulla a nessuno, nè ai consiglieri di minoranza nè, tantomento, ai cittadini, e che il buon governo ed il buon uso delle risorse lo intende come ben si intuisce dalla vicenda che ora mi consentirete di raccontarvi:
BIAGIO BARRA

Questi, a mio avviso, sono i principali temi, ma non certo gli unici, intorno ai quali continuare a sviluppare la nostra attività politica dentro la nostra città.


TERZA QUESTIONE: STRATEGIA DA QUI AL 2012

Ma accanto ai temi devo qui porre la questione del metodo e della strategia che dovremo seguire da qui al 2012.
Su questo voglio spendere poche parole ma vorrei che queste poche parole fossero molto chiare, in modo che chi abbia orecchi per intendere intenda.
Noi siamo la prima forza politica di minoranza in questa città, ed in assoluto la seconda forza politica canturina dopo il PDL.
Questo ci pone di fronte ad una grande, direi un’enorme, responsabilità.
Se dal 2002 al 2007 il nostro lavoro fu tutto mirato a consolidare la nostra posizione dentro il panorama politico canturino, a rendere credibile la nostra proposta agli occhi dei nostri concittadini ed a consolidare il nostro radicamento all’interno dei diversi quartieri della nostra città, oggi il compito che ci attende è un altro.
Io credo che a noi spetta oggi la responsabilità di far nascere, a partire dalla nostra esperienza, ma aprendoci all’esperienza altrui, una GRANDE ALLEANZA TRASVERSALE DI TUTTE LE FORZE POLITICHE E SOCIALI CANTURINE CONVINTE CHE SIA FINALMENTE E DAVVERO VENUTO IL MOMENTO DI VOLTARE PAGINA NELLA STORIA POLITICA ED AMMINISTRATIVA DELLA NOSTRA CITTA’.

Io credo che dovremo seriamente impegnarci in questo lavoro di costruzione di questa grande ipotesi di cambiamento, e penso che dovremmo farlo senza pregiudizi e senza limiti da considerare invalicabili. Chiedendo però anche agli altri di fare altrettanto, abbandonando reciprocamente pregiudizi e diffidenze.
Cantù ne ha estremamente bisogno e noi glielo dobbiamo. Sono personalmente convinto che noi possiamo e dobbiamo rappresentare da oggi in avanti il fulcro catalizzatore della volontà di cambiamento ormai, io credo, ampiamente diffusa e maggioritaria dentro la nostra città.
Sono infatti convinto che sempre più numerosi siano i nostri concittadini che attendono con ansia da noi una chiara proposta in questa direzione.
E sono assolutamente convinto che numerosi esponenti politici canturini, non solo dentro le forze politiche attualmente di minoranza in consiglio comunale ma anche in alcune fra quelle di maggioranza, attendano da noi questo segnale, ed è evidente che questo segnale oggi non può venire che da noi.
So bene di dire in questo momento cose che avranno bisogno di tempo per essere approfondite, discusse, se del caso metabolizzate, ma so anche che da qui, oggi, possiamo e, io credo, dobbiamo iniziare questo cammino rinnovato che potrà portarci, finalmente, alla vittoria elettorale nel 2012.
Vedremo se e da chi, questa nostra proposta verrà ripresa e raccolta. Abbiamo ancora tempo a disposizione e questo è solo l’inizio.
Anche al nostro interno, a partire da oggi, dovremo discutere molto, ma sono convinto che la scelta di imboccare questa strada possa avere il significato di un’indicazione forte, diretta trasversalmente all’intera cittadinanza canturina. E sono anche convinto che i canturini saranno pronti a cogliere ed a raccogliere questa nostra proposta.
Sento crescere un bisogno ed una forte attesa di novità, e noi abbiamo il compito ed il dovere di dare forma e risposta a questa attesa.


QUARTA QUESTIONE: LIC FUORI CANTU’

Vengo infine, in conclusione, alla quarta questione che ho lasciato per ultimo ma alla quale, come sapete, tengo moltissimo, forse in questo momento più di tutte le altre.
Una questione alla quale, su mandato della nostra segreteria e della nostra assemblea, ho dedicato molte ore e molte giornate, passate in colloqui ed incontri, nel corso dell’ultimo anno.
La questione, cioè, dell’esportazione in ambito provinciale della nostra esperienza di inedito e trasversale laboratorio politico, capace di riunire in unità diversità che sembravano in passato del tutto incomunicanti.
Debbo a questo punto darvi conto, ed approfitto di questa occasione congressuale, del lavoro svolto su vostro mandato nei mesi trascorsi.
Nel corso dell’intero anno ho preso contatto e mi sono confrontato con numerosi amici e gruppi organizzati del mondo dell’associazionismo e del volontariato impegnato, sull’intero nostro territorio provinciale.
Da questi contatti e confronti ho tratto l’impressione, prima, e la conferma, poi, che non solo esiste un clamoroso vuoto politico che attende di essere colmato, ma anche che, in più, numerosissime sono le persone disposte a contribuire a costruire, insieme a noi, un soggetto politico locale capace, a partire dal nostro territorio provinciale ma guardando anche alla dimensione regionale e nazionale, di colmare questo vuoto.
Preso atto di questo positivo riscontro nell’ambito del mondo dell’associazionismo impegnato, ho di recente allargato l’azione all’ambito dell’economia e delle professioni e, da ultimo, all’ambito delle amministrazioni locali.

Da tutto questo ampio lavoro di contatto e confronto ho tratto la convinzione che sia realmente possibile dar vita nella nostra provincia ad una FEDERAZIONE CIVICA, fortemente radicata nel territorio, trasversale alle diverse appartenenze culturali ed alternativa alla destra ed alla sinistra, che si avvalga dell’esperienza e della capacità di persone e gruppi diffusi in tutta la provincia, e che possa partecipare alle prossime elezioni provinciali con la concreta possibilità di sconvolgere in profondità gli equilibri politici da troppo tempo consolidati e sclerotizzati all’interno del nostro territorio provinciale.

La presenza di molti amici (sindaci ed ex sindaci, consiglieri ed assessori) esterni alla nostra esperienza di Coalizione civica Canturina, dimostra quanto fondata sia questa ipotesi.
E se si tien conto del fatto che a questo congresso (che ha una valenza prevalentemente interna alla nostra Coalizione di Liste Civiche Canturine ed alla sola politica ed amministrazione della nostra città) mi sono limitato ad invitare soltanto amici amministratori di comuni a noi vicini, e non anche gli altri numerosi amici più distanti dalla nostra realtà cittadina, e tantomeno gli amici appartenenti all’ambito a noi più affine, ossia quello del volontariato e dell’associazionismo, possiamo legittimamente considerare questa numerosa presenza come un sintomo del fatto che, come noi riteniamo, i tempi siano davvero ormai maturi per pensare ad organizzare, insieme a tutti gli altri con i quali abbiamo già in quest’anno costruito dei contatti ed a tutti coloro che ancora non abbiamo contattato ma che dovremo raggiungere con questa nostra proposta nei prossimi mesi, un congresso costituente di quella che, nell’arco di un anno, potrà diventare l’embrione FEDERAZIONE CIVICA PROVINCIALE. Ed io penso che a questo congresso costituente potremo arrivare già il prossimo autunno, per poi procedere, insieme, a costruire con serietà il programma politico che porterà la nascente federazione alle elezioni provinciali del 2012.

Certamente abbiamo molto da fare e da lavorare. Ma il tempo e, soprattutto, la voglia non ci mancano. Sono convinto che anche su questo fronte potremo davvero, come abbiamo già fatto a Cantù, costruire qualcosa di inedito e di grande.
Occorre però crederci sapendo che in molti, ne sono convinto, attendono che questa nostra idea si materializzi concretamente quanto prima possibile.
E sapendo inoltre che potremo contare sulla capacità e sull’attivo, inestimabile contributo, di molti amici, taluni dei quali sono qui oggi fra noi e li ho ricordati all’inizio, che con l’esperienza dei loro anni trascorsi dentro la politica e dentro le istituzioni locali, potranno darci un contributo per noi indispensabile e probabilmente decisivo.

CONSCLUSIONE

Permettetemi infine di concludere con una citazione personale.

Nel corso degli ultimi due anni sono stato più volte sul punto di gettare la spugna.
All’indomani delle elezioni avevo deciso di non rientrare in consiglio e se ci sono poi rientrato è solo in ragione della vostra insistenza e, in più, per evitare di fare un piacere, andandomene, a persone che non meritano di ricevere piaceri.
Nel corso degli ultimi due anni, al di là dell’apparente atteggiamento di sicurezza più millantato che reale, la frustrazione mi ha spesso portato ad essere davvero sul punto di gettare la spugna.
Il lavoro del consigliere di opposizione, se lo si fa col necessario impegno morale ed emotivo, è davvero un lavoro frustrante e pesantissimo.
Per due anni ho lavorato, al meglio delle mie possibilità, nella nostra città e nel nostro consiglio comunale. Per un anno, l’ultimo, ho cercato di fare del mio meglio per adempiere al mandato esplorativo provinciale che mi avevate conferito.
Pero sentivo che mi mancava qualcosa. Una motivazione che fosse forte dentro, che avevo invece sentito dal 2000 fino al 2007 e che ora non sentivo più così forte. Mi sembrava, in altri termini, di procedere più per forza di volontà, per senso del dovere, per inerzia, che non per forza di convinzione morale e motivazione profonda.

Poi di recente questa convinzione e questa motivazione le ho finalmente ritrovate, in parte rileggendo alcuni testi gandhiani, che come sempre in passato, in momenti di questo tipo in passato mi hanno sempre aiutato e confortato, e poi, definitivamente, ripensando e rileggendo, una notte di qualche giorno fa, una frase che mi aveva prima detto e poi scritto di suo pugno, giusto perchè non me la scordassi, su un suo libro una donna che ho l’onore ed il piacere di conoscere personalmente, per averla più volte ospitata qui sul nostro territorio ed aver passato con lei momenti che considero fra i più importanti nel mio personale cammino di crescita umana, politica e spirituale.

Questa donna si chiama Hebe Bonafini ed è, come sapete, la storica presidente dell’Associazione “Madres de Plaza di Mayo” un gruppo di donne fantastiche, ormai tutte ultra ottantenni, che dal 30 aprile del ’77, ininterrottamente, lottano disarmate, in nome e nel ricordo dei loro figli desaparecidos, per un mondo più libero e più giusto.

Il libro è questo, si intitola “Ni un paso atras” (“Neppure un passo indietro”) e la frase è questa:
“Sappiamo che questa è la strada giusta, e malgrado nessuna di noi arriverà a vedere il risultato, continueremo a seminare ideali, per far si che altri raccolgano sogni e speranze in un mondo più giusto e solidale. La unica lucha que se pierde es la que se abandona (L’unica lotta che si perde è quella che si abbandona)”.

Grazie.

Claudio Bizzozero
Segretario Coalizione Civica Lavori in Corso
Capogruppo Consiliare Comune di Cantù
 
 
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